Beng Mealea Cambogia: un tempio immerso nella giungla

Beng Malea: tra tutti i templi in Cambogia è sicuramente uno tra i meno conosciuti eppure davvero singolare. La sua particolarità è quella di essere immerso nella rigogliosa foresta, che nel tempo si è mescolata alla sacralità del luogo, creando uno spettacolo unico.

Si trova fuori Siem Reap e fuori dal circuito dei templi di Angkor e per questo poco frequentato dai turisti. Così puoi godere di una visita quasi in solitaria, assaporando l’autenticità senza ricostruzioni di questo tempio induista.

Il tempio di Beng Mealea, un tesoro ancora sconosciuto

Il remoto e sconosciuto complesso khmer di Beng Melea è un tempio con monastero annesso

Tra le rovine del tempio, la natura ha ripreso possesso dei suoi spazi, creando uno scenario davvero suggestivo. Alberi giganteschi che si fanno strada tra i massi crollati a terra, altri più tenaci che crescono su torri e terrapieni; radici che si insinuano tra le pietre sollevandole e abbracciano muri: tutto questo rende davvero magico Beng Mealea, tanto da sembrare di essere in un film d’avventura.

“stagno del loto”, questo il significato del nome, è una meraviglia simbolica di una bellezza selvaggia. Pare che sia stato un prototipo del più famoso tempio di Angkor Wat di cui abbiamo parlato qui, tanto è vero che risulta costruito nello stesso stile e dallo stesso re.

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Scopri i segreti del tempio di Beng Mealea

Sembra che Beng Mealea non sia stato restaurato di proposito. Il motivo? Lasciare una testimonianza dello stato in cui sono stati ritrovati gli antichi templi di Angkor, quando ancora erano completamente nascosti nella foresta. E diciamolo, il suo fascino deriva molto dal suo apparire così decadente, tra cunicoli, blocchi di pietre e statue di divinità ricoperte di muschio ed enormi radici.

Visitare Beng Mealea è camminare sui bordi dei muri, tra le passerelle costruite nel 2004, durante le riprese del film di Jean-Jacques Annaud “Due fratelli”, oppure lanciarsi da liane: l’importante è seguire sempre i consigli di una guida locale, perché la Cambogia ha il triste primato di essere il Paese con più mine inesplose. Meglio non fare troppo gli Indiana Jones!

Questo tempio dedicato a Visnu è stato costruito proprio in mezzo alla foresta come punto di sosta per i pellegrini e i viandanti che da Angkor erano diretti a nord, verso Koh Ker, la seconda capitale dell’Impero Khmer.

Le caratteristiche del tempio

Beng Mealea è orientato verso est ed è costruito in pietra arenaria che ha dato forma ad architravi e cornici decorate a singolo fregio. La decorazione di questo tempio risulta molto più semplice se confrontata a quella di Bayon, ma il suo fascino è dato dall’imponenza delle costruzioni.

Il tempio è costruito da tre gallerie chiuse, situate attorno ad una torre centrale, ora completamente crollata. Nella zona nord-est c’è una biblioteca ben conservata, alcune incisioni tratte dalla mitologia indù e lunghe balaustre con raffigurazioni del serpente Naga a sette teste.

Organizzare la visita al tempio

La visita a Beng Mealea non è inclusa nel biglietto del tempio di Angkor: è necessario pagare 5 dollari per poter accedere alle rovine. Il biglietto si compra direttamente alla biglietteria a fianco all’ingresso del tempio.

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Come arrivare al tempio di Beng Mealea

Il tempio di Beng Mealea si trova a circa 50 km fuori Siem Reap e per raggiungerlo ci si impiega da 1 ora e mezza a 2 ore, a seconda del mezzo utilizzato per raggiungerlo.

La strada che lo collega alla città è stata da qualche anno asfaltata e questo facilita di molto i collegamenti.

Puoi noleggiare un tuk tuk con autista che ti faccia anche da guida tra le rovine del tempio: in questo modo puoi scoprire i percorsi migliori e più insoliti per visitare il complesso archeologico. Una volta terminata la visita, l’autista-guida ti riaccompagnerà all’hotel o dove ti è più comodo.

Un’alternativa più veloce è un taxi privato, il cui costo è però lievemente superiore rispetto al tuk tuk, ossia intorno ai 45/55 dollari.

Quando andare al tempio di Beng Mealea

Nei mesi tra novembre e marzo, ovvero quelli che corrispondono alla stagione secca, il sito archeologico è un po’ più affollato, in particolare nella fascia oraria le 9 e le 11. Se vuoi vivere un’esperienza più pacifica, ti consigliamo la visita al sorgere del sole e nelle due ore successive, quando la luce è magica e il tempio è praticamente deserto.


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