Visitare le città imperiali Marocco: un viaggio nel tempo

Le città imperiali Marocco sono uno scrigno di storia e cultura in cui profumi speziati si mescolano ai vivaci e colorati suq, fastosi palazzi e lussureggianti giardini.

Meraviglie custodite fra il mare intenso, l’arido deserto e la catena montuosa dell’Atlante, per un viaggio nel tempo che ti conquisterà gli occhi e il cuore.

Viaggio tra le città imperiali del Marocco

Casablanca, la metropoli del Marocco

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Affacciata sulla costa atlantica, Casablanca non fa parte delle città imperiali, ma vale la pena includerla nel tour del Marocco, se non altro come punto di partenza.

La metropoli di 4 milioni di abitanti, fortemente connessa allo sviluppo della zona portuale, nasconde preziosi gioielli artistici come la Moschea di Assan II, la più grande dopo quella di Medina e La Mecca.

Il suo minareto di 210 metri è il più alto in assoluto e fa anche da faro per il porto.

Nonostante la moschea sia relativamente recente, mantiene il fascino delle costruzioni religiose musulmane dell’antichità.

Splendidi marmi, mosaici e lampadari di vetro di Murano decorano gli interni;  giochi d’acqua, un grande hammam ed il tetto che si apre verso il cielo completano questo edificio che fu costruito negli anni 90 per celebrare il sessantesimo compleanno di Re Hassan II del Marocco.

Muovendosi tra le strade della città, si arriva alla vecchia medina, ovvero la piccola cittadella fortificata da possenti mura che si trova nel nord di Casablanca. Con i suoi vicoli stretti e serpeggianti, questo cuore antico contrasta con la città moderna, un gioco di opposti che caratterizza tutta la città.

Per una sosta refrigerante, ti consigliamo i giardini del Parc de la Ligue Arabe: esteso su circa 30 ettari di territorio, ha decisamente un gusto francese ma condito da piante africane, a conferma dei contrasti che caratterizzano un po’ tutta la città di Casablanca. Sui giardini si affaccia la bianca Cattedrale del Sacro Cuore.

Alla sera, ti suggeriamo una passeggiata lungo la strada costiera Aïn-Diab, tra il faro di El Hank e il mausoleo di Sidi Bou Abderrahmane, la principale località turistica marittima della città: se vuoi portare a casa un ricordo indelebile, raggiungi questa zona all’ora del tramonto, potrai ammirarne di stupendi.

Rabat

Poco distante da Casablanca, anche lei con lo sguardo rivolto al mare, Rabat è una città imperiale simbolo dell’immortalità del Paese.

Rabat affascina per le sue mura color ambra che la abbracciano per chilometri, per i patii e i giardini fioriti: famoso quello delle Oudayas e quello della necropoli di Chellah, sicuramente da visitare.

Costruita sulla riva sinistra del fiume Bou Regreg, Rabat è la capitale del Marocco e, come la vicina Casablanca, unisce elementi moderni a lasciti antichissimi, tanto da essere stata dichiarata nel 2012 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il cuore storico di Rabat è rappresentato dalla Medina, il caratteristico quartiere murato molto comune in Africa settentrionale, ma anche nella nostra Sicilia. Luogo simbolico della città, la Medina  costituisce un centro di commercio e artigianato dove puoi trovare ogni tipo di prodotto tradizionale marocchino.

Camminare tra i vicoli della Medina è un po’ come muoversi fuori dal tempo: qui si respira un’atmosfera tranquilla, autentica e tradizionale, tra le caratteristiche case bianche e azzurre, i profumi della cucina marocchina e i colori dei tradizionali suq.

All’interno del quartiere della medina di Rabat, si possono visitare anche l’antico quartiere ebraico del Mellah e la moschea Makki.

Ma la Medina non è l’unica attrazione di Rabat.

Poco più a nord di questa,  la Kasba degli Oudaïa, costruita su un promontorio roccioso è un quartiere fortificato che dentro nasconde un’anima tranquilla e ricca di fascino. Bello vagare senza meta tra le sue stradine, ammirando le case imbiancate a calce, costruite in gran parte da musulmani rifugiatisi in Marocco dalla Spagna.

La torre di Hassan merita una visita, nonostante in realtà sia un’opera incompiuta. Testimonia la smania di grandezza del sultano Ya qūb al-Man ūr che voleva costruire la moschea e la torre più grandi del mondo (doveva essere alta 96 metri). Oggi della moschea rimangono soltanto duecento colonne che ne disegnano i contorni.

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La torre di Hassan, opera incompleta

Sul piazzale della Torre di Hassan domina il mausoleo di Mohammed V.

È una tomba reale alla cui costruzione parteciparono oltre 40 operai: il risultato è un edificio dallo stile classico arabo-andaluso secondo l’arte tradizionale marocchina. Molto belli gli interni decorati con tradizionali mosaici islamici.

Marrakech, la città rossa

La città rossa: così è anche chiamata Marrakech, per via del colore delle sue case e dei suoi monumenti.

Marrakech è una città dal fascino esotico che merita una sosta di più giorni, per poterne  assaporare le diverse anime, in cui le antiche tradizioni si combinano con i comfort moderni. Una città dove i carrelli degli asini e i venditori di spezie, si mescolano con terme di lusso, caffè e fantastici riad.

Fondata nel XII secolo dalla dinastia berbera degli Almoravides, Marrakech è un incanto, un’oasi alle porte del deserto, in cui si respira un’atmosfera completamente diversa dalle città del nord del Marocco, molto più africana, molto più marocchina.

La città si sviluppa attorno al suo cuore pulsante, la piazza Djemaa el-Fna.

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E’ la piazza centrale della medina, il centro nevralgico dove si svolgono le attività commerciali durante tutta la giornata:  qui le varie tribù vengono a vendere i loro manufatti e i commercianti Berberi portano i loro prodotti.

Questa piazza si trasforma quindi in un enorme mercato all’aperto, dove tra stoffe, spezie e cibi squisiti, spuntano decoratori con l’hennè, suonatori e incantatori di serpenti. Davvero suggestivo!

Spostandosi a sud della piazza, si erge  la moschea Koutoubia, con il minareto più antico, alto 70 metri. Purtroppo questa moschea è chiusa ai non fedeli musulmani.

Imperdibile a Marrakech un giro nei souk per fare acquisti di ogni genere: dalle scarpe alle borse, dalle lanterne ai coltelli, dalle spezie alla frutta secca. Il souk più importante è quello che si trova vicino alla piazza, chiamato Semmarine.

Tra i palazzi della città, merita una visita il Bahia Palace, uno splendido palazzo costruito nel 1867 da Sir Moussa, il gran visir di Moulay Hassan; fai un giro anche alla Medersa di Ben Youssef, una scuola religiosa aperta anche al pubblico in cui abitavano gli studenti del Corano.

Non si può lasciare la città senza una passeggiata nel giardino Majorelle, il vero e proprio eden di Marrakech. Si tratta di uno dei giardini più belli del mondo,  con centinaia di piante esotiche provenienti da tutto il mondo, tra cui cactus, noci di cocco, banani, bambù, gelsomini e palme.

Fés, la culla della cultura marocchina

Fés si muove ad un ritmo completamente diverso dalle altre città imperiali del Marocco: dicreta, più lenta, sospesa nel tempo.

Fés è la più antica delle città imperiali, considerata la perla del mondo arabo: la struttura della città si si divide in Fès sl Jédid (la nuova) e Fès el Bali (l’antica)

È considerata il centro spirituale e culturale del Marocco tradizionale.

Il cuore pulsante della città è la Medina, un incredibile dedalo di strade (più di 9.400 vicoli) dove artigiani, venditori, macellai, fruttivendoli e commercianti in generale, aprono le loro botteghe e mettono in bella mostra le loro merci e prodotti.

In un tale labirinto di strade, colori, suoni e odori è facile perdersi, per cui ti consigliamo di visitare la Medina di Fés con una guida locale.

Dal 1981 la Medina è considerata Patrimonio dell’Umanità, racchiudendo tra le sue 17 porte ben più di 1200 anni di storia.

Per entrare alla Medina, non puoi non notare una porta meravigliosa, la porta Bab Bouljoud. È la porta principale di accesso e i suoi colori lasciano davvero incantati: cromie di blu e verde, simboli della città e dell’Islam, creano delle suggestioni geometriche ricche di fascino.

A ridosso della Medina, si trovano le antichissime concerie della città tutt’oggi in funzione. Il bello è guardarle dall’alto, salendo su una terrazza a cui si accede passando per uno stretto giardino. Una volta arrivati in cima, si apre uno spettacolo incredibile di colori, con i quali vengono tinte le pelli.  Qui si porta avanti ancora la tradizione medievale, della produzione di pelli e manufatti completamente artigianali utilizzando colori completamente naturali per la tintura. Ricordati di tapparti il naso però, l’odore è davvero intenso.

Fès regala altri scrigni di bellezza, come la Madrasa Bou Inania, scuola in cui si studia Astronomia. Costruita intorno alla metà del 1300, è considerata l’ultimo esempio di architettura merinide e soprattutto, unica Madrasa di Fez in cui è presente il minareto.

Sono davvero tante le bellezze storiche, artistiche e culturali della città: non possiamo elencarle tutte, ma ti suggeriamo di inserire nella tua visita alla città imperiale di Fès anche la Moschea di Karaouine,  sede anche dell’Università al-Qarawiyyin. Questa università è una delle più antiche ancora in funzionamento, fondata nel 859; è qui che studiano molti giovani mussulmani ed è qui che si formarono importantissime figure come il filosofo Maimonides.

Maknes, la città da mille e una notte

Meno turistica delle altre tre città imperiali, Maknes è una città da favola, resa tale dal sultano Moulay Ismail, che l’aveva scelta come capitale durante gli anni del suo regno, tra il 1672 e il 1727 .

Più rilassata e tranquilla, ti accoglie con il suo fascino intimo e raccolto, in cui si mescolano tutti gli aspetti tipici delle città storiche del Marocco.

Maknes si erge alle pendici dei monti del Medio Atlante ed è abbracciata da colline rigogliose sulle quali vengono coltivati cereali, agrumi e olive.

Anche a Maknes la Medina è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: è il cuore antico e fortificato della città, frutto di una incredibile mescolanza di stili, come quello iberico-moresco, oltre ovviamente allo stile dell’architettura islamica presente in tutto il Maghreb.

Il fulcro della medina di Meknes è senza dubbio Place el-Hedim, l’incantevole e ampia piazza centrale della città. Questa piazza pulsa di vita, con bancarelle di venditori ambulanti, bambini che corrono e donne intente a fare acquisti.

Proprio di fronte, puoi ammirare le equilibrate geometrie di  Bab el-Mansour, la porta imperiale più grande e sontuosa del paese.

Il grandioso Mausoleo di Moulay Ismail è una delle tappe imperdibili della tua visita alla città imperiale di Maknes. Il mausoleo è uno dei pochi monumenti religiosi che possono essere visitati da non musulmani. Il popolo marocchino ha letteralmente un’adorazione nei confronti di Moulay Ismail, che lo rende il personaggio più importante e famoso del Marocco. Al di là della modalità di gestione del potere adottata da questo sultano, quello che è indubbio è il suo gusto artistico che l’ha portato a realizzare il suo mausoleo quando ancora era in vita.

Si tratta di un’opera imponente, riccamente decorata con ceramiche e stucchi elaborati, incantevole nei suoi giardini e cortili interni.

Per concludere la visita a Maknes, dedica qualche ora al Museo Dar Jamaï, sarà un viaggio nella storia e nell’arte del Marocco e della città. Il museo è allestito in un sontuoso palazzo appartenuto ad un’antica ricca e potente famiglia locale.

Marocco città imperiali: quando andare?

Per godersi al meglio le città imperiali del Marocco, meglio prediligere le mezze stagioni.

La zona interna delle città imperiali ha infatti un clima continentale con estati torride, inverni freschi ma talvolta freddi, in caso di aumento dell’altitudine. Ecco perché ti consigliamo di partire per un tour delle città imperiali durante i mesi primaverili ed autunnali, ovvero tra aprile ed ottobre, ma escludendo i mesi estivi: il caldo è davvero insopportabile!


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